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R.U.R.
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mwbqmwbgR.U.R. (sigla di mwbwRossumovi univerzální roboti, traducibile come "I robot universali di Rossum") è un mwcadramma mwcqutopico mwcgfantascientifico in un prologo e tre atti dello scrittore mwcwceco mwdaKarel Čapek (mwdq1890-mwdg1938), pubblicato nel 1920 e messo in scena al Teatro nazionale di mwdwPraga il 25 gennaio 1921. Assieme a mweaNoi di mwegEvgenij Zamjatin si tratta di una delle prime mwewdistopie letterarie.

In quest'opera per la prima volta compare il termine mwfqmwfgrobot, inventato dal fratello dello scrittore ceco, Josef Čapek, per designare l'operaio artificiale sulla base della parola ceca mwfwrobota ("corvée, lavoro faticoso, servitù"), trasformata da femminile a maschilecite-ref-esamizdat-it-1-0[1]. In seguito, il fortunatissimo termine mwharobot prese ad indicare soprattutto organismi meccanici, mentre i robot di Čapek sono in realtà umanoidi organici, prodotti da quella che in seguito si sarebbe definita mwhqingegneria genetica, malgrado la procedura di costruzione degli androidi di Rossum appaia descritta in termini piuttosto anacronistici: si parla di macchine per impastare e di tini per il trattamento di mwhgprotoplasma chimico. In italiano il termine si è affermato piuttosto tardi, dopo essere stato a lungo in concorrenza con numerose varianti (roboto/robotessa, robotins, robots).

Il grande successo dell'opera è testimoniato dall'immediata traduzione in tedesco e poi in molte altre lingue e dalle messe in scena a New York (1922), Berlino e Vienna (1923), Londra e Parigi (1924) etc., che hanno favorito l'introduzione della parola robot in quasi tutte le lingue del mondo. In occasione della rappresentazione londinese è stato messo in vendita il giocattolo mwiaRobert the Robot, poi destinato a un grande successo in America. In Italia l'opera ha invece avuto un'accoglienza difficile, anche se ha influenzato diversi scrittori italiani (ad esempio mwiqRuggero Vasari), perché come ha scritto Silvio d’Amico “dal punto di vista estetico, nelle sue nitide costruzioni sceniche il nostro gusto latino avverte un mwigquid di meccanico, che in un certo modo le raggela"cite-ref-2[2]. È stata tradotta per la prima volta solo nel 1929 e rappresentata prima a Napoli nel 1928 e poi a Firenze all’Accademia dei Fidenti nel 1933cite-ref-esamizdat-it-1-1[1].

Contents

Trama
Note

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Trama

I robot, costituiti interamente da materia organica e simili agli esseri umani,cite-ref-3[3] vengono costruiti nella fabbrica fondata dal dottor Rossum (mwngrozum vale in ceco intelletto/ragione), ubicata su un'isola sperduta in mezzo all'oceano. Nella contrapposizione tra il "vecchio Rossum" e il "giovane Rossum", Čapek ha rappresentato il passaggio al lavoro meccanizzato e la riduzione dell’uomo a mera funzione lavorativa caratteristica dell'età industriale. L'mwnwutopia di Domin, l'incauto mwoademiurgo della Rossum, è quella di liberare l'umanità dalla schiavitù della fatica fisica. Ma gli effetti sono catastrofici, l'umanità non ne trae alcun giovamento, affonda nel vizio e nell'indolenza, e le nascite iniziano a calare in modo preoccupante.

I robot, ormai diffusi in tutto il mondo, iniziano a ribellarsi ai loro creatori e a sterminarli. Quando la moglie di Domin, con intuito e determinazione femminili, distrugge i manoscritti che contengono le istruzioni per la fabbricazione degli androidi, è ormai tardi: i robot hanno ormai conquistato la Terra. Dopo la drammatica uccisione degli ultimi uomini sopravvissuti nella fabbrica e i fallimentari tentativi dell'ultimo erede del genere umano di riscoprire la formula della loro fabbricazione, due robot iniziano a manifestare sentimenti umani e sembrano così riportare la vita sulla terra ("... e la vita non perirà!").

Filmografia

L'opera di Čapek ha chiaramente influenzato il film mwpamwpqMetropolis di mwpgFritz Lang (1927), come ha sottolineato all'epoca mwpwH.G. Wells,cite-ref-4[4] e ispirato alla storia di Čapek è anche il soggetto del film sovietico del 1935 dal titolo mwramwrqGibel' sensacii (Гибель сенсации), nel quale i robot portano un'evidente sigla "RUR" sul petto, anche se il drammaturgo non viene citato nei crediti del film e la trama non presenta somiglianze se non nel tema generale della creazione di esseri artificiali.cite-ref-horrormovies-5-0[5] La scritta "RUR" sul petto aveva peraltro già contraddistinto uno primi "uomini d'acciaio", il Robot Eric, che nel 1928 era stato presentato con grande successo in varie città europee. Karel Čapek ha invano protestato contro la trasformazione dei suoi esseri artificiali in robot meccanici, come codificato in questo film, nel testo mwsgL’autore dei robot si difende, pubblicato di recente anche in traduzione italianacite-ref-esamizdat-it-1-2[1]mwtw.

Nel 1938 la televisione britannica mwuqBBC trasmise in bianco e nero una messa in scena dal vivo di mwugR.U.R. della durata di 35 minuti,cite-ref-fantafilm-6-0[6] tra i primissimi esempi di fantascienza in televisione.

Nella cultura di massa

Nel 2020 la fumettista ceca Kateřina Ćupová ha realizzato un adattamento come mwwggraphic novel, pubblicato in Italia nel 2022 con il titolo di RUR.cite-ref-7[7]

Traduzioni italiane

• mwygR.U.R. Commedia utopista in 4 atti, traduzione di Lorenzo Gigli, «mwywIl dramma», 1929 (V), 68, pp.mwza 9–42.
• mwzgR.U.R. L'affare Makropulos, traduzione di G. Mariano, nota di A.M. Ripellino, Torino, Einaudi, 1971, pp.mwzw 5–89.
• mwaqR.U.R. (Rossums universal robots). Da dove nacque la progenie del Cyborg, a cura di Vanni de Simone, Bologna, ES/Synergon, 1995.
• mwawR.U.R. (Rossum's Universal Robots), a cura di Vanni de Simone, Milano, Francesco Bevivino editore, 2006.
• mwbqR.U.R. Rossum's Universal Robots, Edizioni Scudo, 2011 (ebook).
• mwbwR.U.R. mwcaRossum's Universal Robots, a cura di A. Catalano, Venezia, Marsilio 2015.
• mwcgRUR mwcwRossum's Universal Robots, a cura di G. Legnani, Cinisello Balsamo, SIRI 2021. ISBN 9788894633207, Edita in occasione del centenario della prima rappresentazione dell'opera originaria.

Note

cite-note-esamizdat-it-11. mwgaAlessandro Catalano, mwgqmwggI robot di Karel Čapek: 100 anni di metamorfosi. I testi dell'autore su "R.U.R." e i documenti della ricezione italiana negli anni Venti e Trenta, in mwgweSamizdat. Rivista di culture dei paesi slavi, vol.mwha 13, 31 dicembre 2020, pp.mwhq 195-218. mwhgURL consultato il 7 febbraio 2021.
cite-note-22. mwigSilvio d’Amico, mwiwAutori del Teatro ceco, in mwjaLa tribuna, 03.10.1930, p. 3..
cite-note-33. Si tratta, più precisamente, di mwkaandroidi, essendo simili agli esseri umani.
cite-note-44. mwla(mwlqmwlgEN) H. g Wells, mwlwmwmaMR. WELLS REVIEWS A CURRENT FILM; He Takes Issue With This German Conception of What The City of One Hundred Years Hence Will Be Like (Published 1927), in mwmqThe New York Times, 17 aprile 1927. mwmgURL consultato il 7 febbraio 2021.
cite-note-horrormovies-55. mwng(mwnwmwoaEN) mwoqmwogGibel Sensatsii (1935), in mwowHorror Movies and Science Fiction Movies Database. mwpaURL consultato il 29 aprile 2018.
cite-note-fantafilm-66. mwqahttps://genome.ch.bbc.co.uk/5b71679b651b4be5b998a91973fccf15
cite-note-77. mwraMaurizio Di Fazio, mwrqmwrgFumetti. R.U.R.: la distopia di Karel Capek rivive nei disegni di Katerina Cupova, su mwrwrepubblica.it, 9 marzo 2022. mwsaURL consultato il 14 giugno 2022 mwsq(archiviato dall'mwsgurl originale il 20 aprile 2022).

Bibliografia

• Angelo Maria Ripellinomwtg, Nota, in Karel Čapek, R.U.R. L’affare Makropulos, traduzione di G. Mariano, Torino 1971, pp.mwtw 171–183.
• Sergio Corduas, mwuqGolem, Robot, Švejk, in mwugEbrei e Mitteleuropa. Cultura, letteratura, società, a cura di Quirino Principe, Firenze 1994, pp.mwuw 287–304.
• Vanni de Simone, mwvqPrefazione, in Karel Čapek, mwvgR.U.R. (Rossum’s Universal Robots), a cura di Vanni de Simone, Milano, Francesco Bevivino editore, 2006, pp.mwvw 7–19.
• Jiří Holý, mwwqIl messaggio teatrale di mwwgKarel mwwwČapek, in mwxaBiblioteca teatrale, 1991, 22/23, pp.mwxq 61–77.
• Ivan Klíma, mwxwL’apocalissi moderna di Karel mwyaČapek, in mwyqLettera internazionale, 1987, 11, pp.mwyg 37–42.
• Renato Poggioli, mwzaIl teatro di Karel Ciapek, in mwzqScenario, 1934, 9, pp.mwzg 451–458.
• Darko Suvin, mw0aKarel Čapek, ovvero gli alieni tra noi, in Darko Suvin, mw0qLe metamorfosi della fantascienza. Poetica e storia di un genere letterario, Bologna, il Mulino, 1985, pp.mw0g 329–343.
• A. Catalano, mw1aKarel Čapek e i robot: cronaca di un tradimento annunciato, in K. Čapek, mw1qR.U.R. Rossum’s Universal Robots, Venezia, Marsilio, 2015, pp.mw1g 9–42.

Voci correlate

• mw2gAndroide
• mw3aGolem
• mw4aRobot

Altri progetti

Altri progetti

• Testo completo (Wikisource)
• Wikimedia Commons

• Wikisource contiene il testo completo in lingua ceca di R.U.R.
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su R.U.R.

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) R.U.R., su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Edizioni e traduzioni di R.U.R., su Open Library, Internet Archive.
• citerefisfdb(EN) Edizioni di R.U.R., su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
• citerefcatalogo-vegettiBibliografia italiana di R.U.R., su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
• (EN) R.U.R., su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Programmazione teatrale di R.U.R., su Internet Broadway Database, The Broadway League.